19 ottobre 2019 - Il racconto di un'avventura


Trail to Freedom - quinta edizione        21-23 agosto 2019

Un grazie sincero a tutti i partecipanti della quinta edizione del Trail to Freedom!

Arrivederci al prossimo anno Simon!


13 aprile 2019 - serata fotografica


dicembre 2018 - Laboratori scuole elementari di Tollegno

Nell'attesa della primavera con i bambini delle scuole elementari di Tollegno abbiamo preparato le cassette nido per i nostri amici tollegnesi volanti!


novembre 2018 - Laboratori scuole elementari di Tollegno

Sono ufficialmente iniziati gli incontri didattici con i ragazzi della scuola elementare di Tollegno. Con un ventaglio di nuove proposte a disposizione degli insegnanti, la classe seconda si è avventurata nel boschetto lungo il torrente Cervo per percepire la natura attraverso un percorso sensoriale, con la quinta siamo invece andati alla scoperta del "mondo a sangue freddo" dei rettili e degli anfibi, in attesa della bella stagione per le osservazioni sul campo.

Tanti piccoli scienziati sono pronti a scoprire la natura di Tollegno... se ci incontrate per strada, fateci un saluto!


21 settembre - Aspettando Fuoriluogo. Quando la natura è selvaggia. Alla scoperta dell’Alta Valsessera.


9 settembre - Il monte Rubello e Fra Dolcino a Trivero. Escursione DocBimbi


Trail to Freedom - quarta edizione


FOTORACCONTO DEL TORRENTE CERVO - LA FOCE


NUOVO NUMERO DELLA RIVISTA BIELLESE

 

In questo nuovo numero Matteo Negro e Andrea Battisti affrontano un tema molto importante per il nostro territorio, ovvero il ritorno del lupo!

 

Dopo otto anni dai primi avvistamenti dell’esemplare solitario M1, è stata da poco confermata in Valsessera la presenza di una coppia con due cuccioli, un evento atteso che arricchisce la biodiversità del nostro territorio.

 

È indispensabile che la convivenza uomo-lupo sia gestita in modo razionale e condiviso.

 

Il volume è disponibile nelle edicole di Biella o è acquistabile sul sito del DocBi: www.docbi.it


MOSTRA ORNITOLOGICA A GRAGLIA

DAL 2 GIUGNO AL 12 AGOSTO PRESSO ANDIRIVIENI DI SALA BIELLESE

 

In coincidenza con "Selvatica 2018 - Arte e natura in festival" realizzata dalla Fondazione CRBiella, nella sala mostre di Andirivieni saranno esposti alcuni uccelli tassidermizzati tipici delle zone umide.

 

Si tratta di esemplari di grande valore storico e naturalistico gentilmente messi a disposizione dal Museo Ornitologico del Comune di Graglia.

 

La mostra rimarrà aperta il sabato e la domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00.

Durante la settimana la mostra è visitabile su richiesta.

La mostra rimarrà chiusa nelle seguenti date: 30 giugno, 1, 26, 27 luglio.

Presso Andirivieni via Umberto I, 98 - Sala Biellese

 

Per ulteriori informazioni...


18 maggio 2018 - Conferenza al Kiwanis Club

0Si è svolta venerdì 18 maggio presso Palazzo Boglietti la Conviviale del Kiwanis Club Biella Victimula Pagus con la partecipazione del Dottor Matteo Negro,biologo, che ha svolto una interessantissima relazione dal titolo "Il Carabo di Olimpia: studiare per gestire,divulgare per preservare".

La presentazione di questa specie di coleottero scoperta occasionalmente in Valsessera da una bimba,di cui porta il nome,ha incuriosito ed interessato i numerosi presenti che, al termine della relazione,hanno posto numerose e pertinenti domande. Bella serata volta alla scoperta e valorizzazione del territorio biellese.

 

Articolo pubblicato su NewsBiella in data 20 maggio 2018


Un insetto stecco a scuola...

Laboratorio sugli insetti nella scuola primaria di Zumaglia!


8 marzo 2018 - Conferenza al Garden Club

 

 

 

Un sincero ringraziamento a Piera Valeggia e a tutto il Garden Club per la splendida serata trascorsa insieme a parlare di biodiversità biellese!

 


FOTORACCONTO IL TORRENTE CERVO

Le storie sono punti di vista: la stessa storia raccontata da oratori differenti non è semplicemente una storia diversa, altra, distinta, che esclude la precedente, anzi. E' un arricchimento della prima, delle precedenti tutte, è un completamento, un'aggiunta che permette di ampliare la visuale e la visione d'insieme, quello della Storia con la esse maiuscola.

 

E se la storia in oltre, non fosse raccontata tramite gli occhi di una persona, ma da un altro tipo di protagonista, diverso dalle sembianze umane, come un fiume per esempio, o un torrente: un corso d'acqua è un osservatore privilegiato in fin dei conti, è già di per sé una storia, perché attraversa, scorre e allo stesso tempo resta e torna, vede il prima, il dentro, il sopra e il fluire, sente, ascolta e rumoreggia, carica e scarica.

 

E siamo qui con questa ambigua introduzione perché vorremmo sentire il nostro Torrente Cervo raccontare: attorno a questo corso d'acqua è stato scritto e analizzato molto, su quello che ha permesso di fare e realizzare agli abitanti del suo bacino nel corso di questi lunghissimi secoli, se non millenni addirittura. Ma se a raccontare e parlare fosse lui questa volta, cosa direbbe? Come la direbbe? Potrebbe aiutarci ad avere una visuale più ampia, una maggiore consapevolezza del nostro territorio e delle sue dinamiche, e quindi del suo reale Valore? Quello con la V maiuscola? Crediamo di si.

Diamogli voce e occhi allora.

 

 

 

Federica Policante | Writer

Elanor | Photographer 

Matteo Negro | Biologist


4 dicembre 2017 - Laurea di Linda!

Complimenti a Linda Delpiano che oggi ha discusso la tesi di laurea in Scienze naturali!!! Una grandissima soddisfazione per tutta l'associazione GAIA!!!

Bravissima!!!!!


Autunno 2017 - Escursioni sul territorio con i ragazzi delle scuole elementari di Tollegno

Quando a scuola si parla di ambiente e natura è il momento di uscire dalle aule, indossare gli scarponcini e armarsi di tanta voglia di scoprire il mondo che ci circonda. A Tollegno questo avviene ormai da diversi anni, sia grazie agli ambenti naturali di cui si può godere a due passi dalla scuola, sia grazie ad Gaia Biella e Pro Loco Tollegno che collaborano in questo progetto ormai ben avviato e consolidato. All’inizio del corrente anno scolastico tutti i ragazzi della Scuola Elementare di Tollegno hanno avuto modo di esplorare e imparare a conoscere boschi, torrenti e prati circostanti. Si sono creati erbari e raccontate storie, osservati animali e riflettuto sui loro comportamenti, si sono raccolti dati e ci si è sfidati a gare all’ultimo suono della natura. Anche quest’anno tanti giovani apprendisti biologi hanno avuto modo di apprendere divertendosi qualche aspetto naturalistico del loro paese. Prossimo appuntamento a fine anno!


28 ottobre 2017 - Convegno sul turismo a Candelo

Trekking biellese e Associtazione Gaia al convegno, che si è tenuto oggi a Candelo, sul turismo sostenibile!


20 ottobre 2017 - 20 anni della Rivista Biellese

Buon compleanno Rivista Biellese! Ieri sera, a Palazzo Gromo Losa, in una sala gremita di persone, abbiamo festeggiato 20 anni di cultura e divulgazione!


1 ottobre 2017 - Foliage al Bosco del Sorriso

L'assenza del sole e le temperature rigide non hanno fermato la prima uscita per osservare i meravigliosi colori dell'autunno. Il bosco del sorriso all'Oasi Zegna regala sempre emozioni. Le due guide del gruppo sono state Matteo Negro e Marco Macchieraldo. Grazie a Stefano Maffeo e Alessandra Maffeo per l'impeccabile organizzazione.


15 settembre 2017 - Le farfalle del Brich di Zumaglia

Grazie a tutti coloro che ieri sera sono saliti al Brich di Zumaglia per seguire la conferenza di Gianni e Maria Grazia Comoglio, autori insieme a Mario Raviglione dell'articolo "Le farfalle del Brich di Zumaglia", pubblicato sul numero di luglio della Rivista Biellese. La serata si è conclusa con un ricco e curato buffet preparato da Marco e Francesca di Cascina Alé; la loro cortesia e professionalità ha pochi eguali nel biellese!


10 settembre 2017 - DocBimbi, I Canyon di Castelleto Cervo

Durante la passeggiata è stato possibile osservare il paesaggio creato dall'azione erosiva del torrente, un viaggio nel tempo che attraversa varie ere geologiche. Il territorio milioni di anni fa era contraddistinto dalla presenza di un mare caldo e poco profondo. Il Cervo ha restituito numerosi reperti fossili di organismianimali e vegetali, testimoni di un tempo lontano. 


Grandi, vecchi e saggi

Grazie alla loro ricchezza di forme e colori, alla loro apparente immobilità nei confronti del trascorrere del tempo, e alle continue scoperte scientifiche sui loro modi di nutrirsi, riprodursi, e comunicare, gli alberi sanno essere una inesauribile fonte di fascino e stupore. Quando poi ci si trova al cospetto di alberi “monumentali”, cioè eccezionali per dimensioni, età, o importanza storica, lo stupore diventa meraviglia. E’ difficile non sentirsi piccoli e umili di fronte a sequoie della costa pacifica e Eucalyptus regnans australiani alti più del Duomo di Milano, ai Pinus longaeva californiani che vivono, lentamente, da oltre 5000 anni, o al castagno di Sant’Alfio, nel Parco dell’Etna, dove si dice che una misteriosa regina e cento cavalieri con i loro destrieri trovarono riparo da un temporale.

 

Anche alle porte di casa si può andare alla ricerca di alberi che possano stupire e meravigliare. La Regione Piemonte, infatti, ha appena diffuso un elenco aggiornato dei suoi alberi monumentali, che ora ne comprende 176 (http://www.regione.piemonte.it/foreste/images/files/pian_gest/monumentali/All_2_DD_2512_del_3_8_2017.pdf). In provincia di Biella, oltre alle notissime cinque sequoie al laghetto del Parco della Burcina, piantate nel 1848 per celebrare l’approvazione dello Statuto Albertino e dall’altezza impressionante di 50 metri (ma ancora degli alberelli se confrontate con quelle californiane), si può accedere al parco dell’ex villa Sella a Bioglio, oltre la frazione Belvedere, ora casa di riposo per anziani. Qui l’albero più impressionante è il cinquecentesco castagno, protettore della comunità, che ha una circonferenza di circa 12 metri. Poco dopo il cancello d’ingresso al parco, sulla sinistra, si nota anche un tiglio insolitamente alto con una circonferenza di oltre sei metri e un’altezza di 35.

 

Iper dimensioni del fusto, i castagno di Bioglio è secondo in regione solo al cedro dell’Atlante di Montalenghe (TO), il più grande esemplare esistente in Italia di questa specie nordafricana, purtroppo inaccessibile perché incluso in una proprietà privata. Ma i cercatori di alberi possono continuare le loro avventure in tutta la regione, facendo visita, ad esempio, all’olmo di Mergozzo (VB), una pianta completamente cava che si trova sulla riva del lago al centro della piazza principale del paese, peraltro appartenente a una specie nativa ma ormai estremamente rara per effetto di una devastante parassitosi che l’ha colpita durante tutto il secolo scorso. L’olmo era già presente a Mergozzo dal 1600, come testimonia la pala d'altare della Madonna del Rosario, dipinta nel 1623 e conservata nella chiesa parrocchiale. Anticamente sotto di esso le autorità locali (la "credenza dei communisti") si riunivano per le decisioni riguardanti la comunità e per amministrare la giustizia.

 

I patriarchi della regione abitano invece, come spesso accade, in montagna. E’ il caso del pino cembro del Lago Bagnour, in Val Varaita (CN), a quota 2010 m sul livello del mare, dall’età stimata di 500 anni e circondati da altri cembri ultracentenari, o del larice di Pietraporzio (TO), solitario guardiano del Vallone del Piz da oltre 650 anni. Il sentiero per il Rifugio Zanotti ci passa proprio accanto; al tronco è affissa una pietra con la scritta “I l’oma fait polissia” (abbiamo fatto pulizia), il motto del Battaglione Dronero che qui bivaccò nel 1936. Si narra che tale motto fosse nato nel 1915, dopo una battaglia vinta contro gli Austriaci in Carnia in cui, messi fuori combattimento sia il comandante che il vicecomandante, si distinse al comando l'alpino Vico il quale, pur ferito, a fine scontro consegnò i prigionieri al comando dicendo in dialetto "L'uma fait pulissia". 

 

E sono larici anche quelli della Serva di Chambons, in Val Chisone (TO), nata tra il 1300 e il 1400 per proteggere il villaggio sottostante dalle valanghe. A metà 1500, la multa per chi tagliava o danneggiava un albero era di 10 fiorini, una cifra esorbitante, e alla seconda infrazione era prevista la prigione. La selva era così importante che, a metà 1700, durante gli imponenti lavori di costruzione del forte militare, fu l’unico bosco di larice a non venire tagliato in tutto il comune di Fenestrelle, nonostante le proteste dei panettieri, i quali nel corso di un anno raddoppiarono il prezzo del pane, adducendo come motivo la scarsità di legna di larice che dovevano acquistare da altri comuni. Nel 1879, quando il comune affermò che il legname era ormai necessario, tutte le donne e le ragazze del paese all'alba salirono nella Serva: le più gracili si legarono alle piante da abbattere, mentre le più robuste ammucchiavano massi da far rotolare addosso al delegato ed ai forestali che venivano per abbattere le piante. Di questo episodio è stata tramandata fino a noi la canzone della rivolta delle donne, cantata in piemontese.

 

E i larici, “all’autunno, quando la montagna ritorna silenziosa, illuminano d’oro le pareti». (M. Rigoni Stern).

 

 

Giorgio Vacchiano

 


"Trail to Freedom" - terza edizione

Many thanks to all our friends from Australia, New Zeland and Canada. Has been an amazing "Trail to Freedom". See you the next year! 


Insetticidi volanti!

(dalla rubrica: Teo & Geo, a cura di Matteo Negro)

 

Non sono moltissimi i mammiferi che vivono nei nostri giardini a parte quelli domestici come il cane e il gatto. Tuttavia se nelle calde sere d’estate puntiamo il naso all’insù ci accorgeremo della presenza di alcuni mammiferi volanti, forse non troppo amati, ma che sono degli efficientissimi insetticidi naturali; stiamo parlando naturalmente dei pipistrelli. È stato calcolato che un pipistrello in una singola notte di caccia sotto le stelle è in grado di predare fino a 2.000 insetti, molti dei quali appartenenti alle varie specie di zanzara che ci infastidiscono durante il periodo primaverile-estivo. Si tratta di un vero e proprio killer notturno di moscerini e zanzare, ruolo ecologico che durante il giorno è solitamente sostenuto da rondini e rondoni. 

Purtroppo questi antichi mammiferi volanti non godono di ottima salute. Negli ultimi decenni molti studi hanno cercato di fare luce sul drastico declino di questi animali e pare che le cause debbano essere ricercate nell’alterazione degli habitat naturali, nell’inquinamento e nella perdita di rifugi idonei per lo svernamento e la riproduzione come ad esempio cavità sotterranee naturali e artificiali, incavi di alberi e alcune tipologie di costruzioni umane contraddistinte da ampie soffitte, anfratti e fessure lungo i muri. Per aiutare questi animali si sta da tempo diffondendo l’utilizzo delle bat box, che fungono da utilissimi rifugi per il loro riposo durante il giorno, al sicuro da eventuali predatori e dal disturbo causato dall’uomo. 

Esistono vari modelli di bat box, ma la maggior parte è costituita da cassette in legno marino con una stretta apertura alla base e con pareti interne dotate di scanalature per facilitare la presa dei pipistrelli. Il luogo migliore per l’installazione è la parete esterna di una casa, così che possa essere riparata dalle intemperie e riscaldata indirettamente dal calore accumulato durante la giornata. Talvolta vengono posizionate su di un tronco di albero o su di un palo, sempre a breve distanza da un’area verde o da un boschetto. Il maggior sviluppo verticale della bat box determina un gradiente di temperatura al suo interno e permette la colonizzazione sia delle femmine riproduttive, che cercano maggiore calore verso la parte alta, sia dei giovani e dei maschi, che tendenzialmente si spostano verso la base in prossimità dell’apertura ventilata. Per aumentare la probabilità di colonizzazione della bat box alcuni esperti suggeriscono di “sporcare” l’interno della stessa con guano di pipistrello o terra per cercare di eliminare l’odore di “nuovo” che potrebbe in qualche modo indurre i pipistrelli a non fidarsi della dimora.

Tra i pipistrelli che con maggiore probabilità sfrutteranno la nostra bat box troviamo il pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii), il pipistrello di Savi (Hypsugo savii), il pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus) e più raramente l’orecchione grigio (Plecotus austriacus).

 

Un grazie a Tiziano Pascutto per la foto

 

Per saperne di più: Negro M. (2015). Un arca di Noè in giardino. Rivista Biellese, ottobre 2015


22-23 luglio 2017 - Conferenza ed esposizione "Abitanti del microcosmo" a Graglia


I Canyon di Castelleto Cervo

L’azione erosiva dell’acqua ha formato, lungo alcuni tratti del torrente Cervo nel comune di Castelletto Cervo, una serie di canyon scavati nel tufo che arrivano a profondità di vari metri. Queste formazioni sono dovute all’azione del torrente durante le piene, quando l’acqua acquista una grande velocità, tale da erodere le sabbie compatte che compongono l’alveo.

 

Matteo e Luca si sono recati sul posto per scattare alcune fotografie e per pianificare un'escursione che verrà proposta in autunno.

 


7 luglio 2017 - allestimento esposizione insetti a Graglia